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COMMITTEE TO PROTECT JOURNALISTS
330 7th Avenue, 11th Fl., New York, NY 10001 USA Phone: (212) 465-1004 Fax: (212) 465-9568 Web: www.cpj.org E-Mail: info@cpj.org
19 aprile 2011
Sua Eccellenza Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica Italiana
Palazzo del Quirinale
00187 Roma
Italia
Via email: presidenza.repubblica@quirinale.it
Spettabile Presidente Napolitano,
Il Committee to Protect Journalists un’organizzazione indipendente e priva di
affiliazioni politiche, dedita alla difesa dei diritti dei giornalisti in tutto il mondo. Il CPJ
profondamente preoccupato per le vessazioni da parte di autorit locali subite da
giornalisti e testate che criticano l’inchiesta ufficiale sul brutale assassinio avvenuto a
Perugia nel novembre 2007 della studentessa britannica in scambio culturale Meredith
Kercher. Il CPJ particolarmente turbato dalla manifesta intolleranza alle critiche
dimostrata dal pubblico ministero di Perugia Giuliano Mignini, che ha avviato o ha
minacciato di avviare procedimenti penali nei confronti di singoli reporter, scrittori e
testate, sia in Italia sia negli Stati Uniti, tanto in relazione all’indagine sul delitto
Kercher quanto a quella sui delitti seriali del mostro di Firenze.
Le indagini sul delitto Kercher sono state dirette da Mignini e condotte dalla Squadra
Mobile di Perugia. Mignini stato inoltre incaricato della pi recente inchiesta sui casi
irrisolti degli omicidi di otto coppie in Toscana tra il 1968 e il 1985, noti collettivamente
come i delitti del Mostro di Firenze per la particolare crudelt con cui le vittime sono
state assassinate.
Le azioni contro la stampa della Squadra Mobile sotto la supervisione di Mignini,
abbinate alla persecuzioni di vecchia data da parte di Mignini nei confronti di giornalisti
che criticano il suo operato, inducono il mondo del giornalismo a mantenere le distanze
da argomenti delicati, inclusi importanti sviluppi nel caso Kercher, quali l’appello dei
due imputati.
Il CPJ preoccupato in particolare per l’impatto che le azioni repressive esercitate dalle
autorit di Perugia hanno sui reporter locali o su singoli autori di blog su Internet, privi
del sostegno e della tutela di grandi testate. Tali soggetti sono i pi vulnerabili a
rappresaglie ufficiali per il loro lavoro, incluse azioni legali e aggressioni fisiche.
Mentre l’appello degli imputati la studentessa statunitense Amanda Knox e lo studente
italiano Raffaele Sollecito prosegue presso la Corte di Assise di Appello di Perugia, ci
rivolgiamo a Lei perch assicurai a giornalisti, scrittori e blogger la possibilit di riferire
e commentare il procedimento in tutta libert e senza il timore di rappresaglie.
Tra i casi che sono giunti all’attenzione del CPJ ne spicca uno in particolare, a causa delle azioni abusive
esercitate da membri della Squadra Mobile per punire un individuo che aveva espresso critiche sull’inchiesta
ufficiale del delitto Kercher. Il reporter freelance locale Frank Sfarzo ha creato il suo blog in lingua inglese
Perugia Shock nel 2007, alcuni giorni dopo il brutale omicidio in questione. Sfarzo, trovandosi a Perugia, si
interessato al caso fin dal principio, inserendo nel suo blog notizie e commenti sulla vicenda. Sfarzo ha criticato
con regolarit quelle che considerava lacune nell’indagine sul caso Kercher, usando in qualche occasione
termini severi per esprimere il suo punto di vista.
Sfarzo ha riferito al CPJ che i suoi problemi sono cominciati il 28 ottobre 2008, il giorno in cui la Knox e
Sollecito sono stati accusati e un terzo imputato stato condanato per l’omicidio. Parecchi membri della
Squadra Mobile secondo quando Sfarzo ha riferito al CPJ lo hanno avvicinato appena fuori dalla Corte di
Assise di Perugia e hanno cominciato a spintonarlo e a colpirlo. Hai rotto il cazzo! gli hanno detto,
riferendosi ai suoi articoli.
Quando il processo a Knox e a Sollecito ebbe inizio quel dicembre, la Squadra Mobile continu a prendersela
con lui. Gli impedivano regolarmente di entrare in tribunale; gli sequestravano il cellulare, su cui esaminavano i
suoi contatti e i suoi sms; profferivano insulti rivolti a lui da un capo all’altro dell’aula; e lo controllavano
mentre prendeva appunti. Questo stato fatto in presenza del giudice, dei Carabinieri e delle guardie del
tribunale, ma nessuno di costoro intervenuto, ha detto Sfarzo al CPJ.
La persecuzione ha raggiunto l’apice il 28 settembre 2010, quando cinque agenti della Squadra Mobile sono
entrati a forza nell’appartamento del blogger. Non hanno prodotto un mandato n mostrato i loro distintivi, ha
riferito Sfarzo al CPJ. Quattro di loro lo hanno costretto a terra, colpito e ammanettato, e gli sono saliti sopra,
quasi soffocandolo, ha detto al CPJ. Hanno smesso quando sopraggiunto un vicino, disturbato dai rumori, ha
detto sempre Sfarzo.
In seguito gli agenti lo hanno condotto all’ospedale di Perugia, dove hanno sostenuto che lui li avesse aggrediti;
hanno persuaso un dottore a scrivere un certificato medico sulle lesioni che Sfarzo avrebbe presuntamente
provocato. In aggiunta, gli agenti della Squadra Mobile hanno portato Sfarzo davanti a una psichiatra,
richiedendo che lo dichiarasse insano di mente per iscritto. Per dimostrare che Sfarzo era malato di mente, gli
agenti hanno mostrato il suo taccuino degli appunti da giornalista, che avevano sequestrato nell’appartamento.
Hanno detto alla dottoressa che ero patologicamente ossessionato dal caso, che ero cos fissato che dovevo per
forza essere pazzo, ha riferito Sfarzo al CPJ. La psichiatra si rifiutata di compilare il certificato.
Nelle pessime condizioni in cui si trovava dopo l’aggressione, dall’ospedale gli agenti lo hanno portato in
manette alla Questura, dove, ancora nelle parole del blogger, mi hanno esibito come un trofeo, riferendosi a
lui come il bastardo che difende Amanda (Knox). Gli agenti hanno respinto le richieste di Sfarzo di chiamare
il suo avvocato o i suoi parenti e lo hanno messo in cella per la notte.
Il giorno seguente gli agenti hanno portato Sfarzo di fronte a un giudice locale, che ha convalidato l’arresto e lo
ha accusato, in base a parecchi articoli del codice penale italiano, di avere usato violenza e minacce nella
resistenza a pubblici ufficiali e avere ferito un agente. Sfarzo stato rilasciato ed in attesa di giudizio in
maggio. Se condannato, rischia fino a sei anni di reclusione. La polizia pu contare sulla complicit dei
giudici, ha dichiarato Sfarzo al CPJ. I poliziotti, ha aggiunto, sono sicuri della propria impunit.
Il CPJ altres preoccupato dal fatto che il pubblico ministero Mignini abbia avviato o mincciato di avviare
procedimenti penali per diffamazione nei confronti di giornalisti
In un’intervista e-mail al CPJ, il direttore del West Seattle Herald Ken Robinson ha detto di non avere ricevuto
alcuna notifica ufficiale in merito ad azioni legali. Ha detto inoltre che il giornale non teme ripercussioni da
parte di Mignini e che non invia reporter in Italia per una semplice questione di budget.
Robinson ha aggiunto che il suo giornale non stato turbato dalle azioni del pubblico ministero, ma che questo
non il caso di Joe Cottonwood, un altro scrittore statunitense che Mignini ha minacciato di accusare di
diffamazione. Cottonwood ha raccontato al CPJ che tale azione deriva da un commento relativo al caso Kercher
che lui invi via e-mail a un amico reporter in Italia. Nel commento, Cottonwood descriveva Mignini come un
prepotente, intellettualmente disonesto. Il commento venne pubblicato sul quotidiano italiano Il Giornale
nell’agosto 2009.
In un’intervista via e-mail, Cottonwood ha informato il CPJ che ha appreso dalla stampa italiana dell’intenzione
di Mignini di accusarlo di diffamazione (il CPJ sta cercando di avere conferma se all’accusa sia stato datto
effettivamente corso). Ma, che Mignini abbia effettivamente dato inizio a un procedimento penale oppure no,
Cottonwood non intende correre rischi: Non torner in Italia, ha dichiarato al CPJ. Non ho risorse
finanziarie e non mi posso permettere di difendermi laggi.
Signor Presidente, La preghiamo di assicurare a reporter e scrittori la possibilit di non avere paura di scrivere,
commentare e criticare le attivit delle autorit di Perugia. Cosa che assume particolare urgenza ora che
l’appello dei due imputati nel caso Kercher sta per avere luogo nel tribunale perugino.
La preghiamo anche di intervenire affinch l’azione legale contro il blogger perugino Frank Sfarzo sia
immediatamente annullata e che investigatori esterni siano assegnati a un’indagine sulle azioni abusive a suo
danno perpetrate da agenti della Squadra Mobile il 28-29 settembre 2010.
Facciamo inoltre appello a Lei, nella sua veste di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura,
affinch ai pubblici ministeri di Perugia, compreso Mignini, non sia possibile utilizzare il reato di diffamazione
come il proverbiale uomo nero da sollevare contro i loro critici. inaccettabile che giornalisti, blogger e
scrittori da ambo i lati dell’Atlantico debbano sentirsi censurati e costretti a non trattare argomenti di pubblico
interesse quali il caso Meredith Kercher o i delitti del Mostro di Firenze, a causa dell’incapacit del pubblico
ministero Mignini di tollerare i giudizi sul suo operato che derivano dal suo ruolo pubblico. inoltre
impensabile che giornalisti statunitensi, che hanno scritto in passato dell’Italia e amano questo Paese, non osino
tornarvi per il timore di essere arrestati.
RingraziandoLa per la Sua attenzione in merito a tale questione urgente, restiamo in attesa di una Sua cortese
risposta.
Joel Simon
Executive Director
CC:
Angelino Alfano, Ministro della Giustizia
Jos Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea
Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo
Baroness Catherine Ashton, Vice-Presidente della Commissione Europea e Alto Rappresentante dell’EU per gli
Affari Esteri e la Politica di Sicurezza
Viviane Reding, Vice-Presidente della Commissione
In un’intervista e-mail al CPJ, il direttore del West Seattle Herald Ken Robinson ha detto di non avere ricevuto
alcuna notifica ufficiale in merito ad azioni legali. Ha detto inoltre che il giornale non teme ripercussioni da
parte di Mignini e che non invia reporter in Italia per una semplice questione di budget.
Robinson ha aggiunto che il suo giornale non stato turbato dalle azioni del pubblico ministero, ma che questo
non il caso di Joe Cottonwood, un altro scrittore statunitense che Mignini ha minacciato di accusare di
diffamazione. Cottonwood ha raccontato al CPJ che tale azione deriva da un commento relativo al caso Kercher
che lui invi via e-mail a un amico reporter in Italia. Nel commento, Cottonwood descriveva Mignini come un
prepotente, intellettualmente disonesto. Il commento venne pubblicato sul quotidiano italiano Il Giornale
nell’agosto 2009.
In un’intervista via e-mail, Cottonwood ha informato il CPJ che ha appreso dalla stampa italiana dell’intenzione
di Mignini di accusarlo di diffamazione (il CPJ sta cercando di avere conferma se all’accusa sia stato datto
effettivamente corso). Ma, che Mignini abbia effettivamente dato inizio a un procedimento penale oppure no,
Cottonwood non intende correre rischi: Non torner in Italia, ha dichiarato al CPJ. Non ho risorse
finanziarie e non mi posso permettere di difendermi laggi.
Signor Presidente, La preghiamo di assicurare a reporter e scrittori la possibilit di non avere paura di scrivere,
commentare e criticare le attivit delle autorit di Perugia. Cosa che assume particolare urgenza ora che
l’appello dei due imputati nel caso Kercher sta per avere luogo nel tribunale perugino.
La preghiamo anche di intervenire affinch l’azione legale contro il blogger perugino Frank Sfarzo sia
immediatamente annullata e che investigatori esterni siano assegnati a un’indagine sulle azioni abusive a suo
danno perpetrate da agenti della Squadra Mobile il 28-29 settembre 2010.
Facciamo inoltre appello a Lei, nella sua veste di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura,
affinch ai pubblici ministeri di Perugia, compreso Mignini, non sia possibile utilizzare il reato di diffamazione
come il proverbiale uomo nero da sollevare contro i loro critici. inaccettabile che giornalisti, blogger e
scrittori da ambo i lati dell’Atlantico debbano sentirsi censurati e costretti a non trattare argomenti di pubblico
interesse quali il caso Meredith Kercher o i delitti del Mostro di Firenze, a causa dell’incapacit del pubblico
ministero Mignini di tollerare i giudizi sul suo operato che derivano dal suo ruolo pubblico. inoltre
impensabile che giornalisti statunitensi, che hanno scritto in passato dell’Italia e amano questo Paese, non osino
tornarvi per il timore di essere arrestati.
RingraziandoLa per la Sua attenzione in merito a tale questione urgente, restiamo in attesa di una Sua cortese
risposta.
Joel Simon
Executive Director
CC:
Angelino Alfano, Ministro della Giustizia
Jos Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea
Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo
Baroness Catherine Ashton, Vice-Presidente della Commissione Europea e Alto Rappresentante dell’EU per gli
Affari Esteri e la Politica di Sicurezza
Viviane Reding, Vice-Presidente della Commissione





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